Le fonti
Da dove viene ogni voce
SymbAIos accosta voci di tradizioni lontane. Perché l'accostamento abbia valore, ogni testo che citiamo è reale e verificabile: sotto trovi da dove viene, chi l'ha tradotto e in quale porzione lo possediamo. Nulla è inventato; nulla è messo in bocca a una fonte che non lo dice.
Il corpus dei testi
Nove tradizioni, tutte in edizioni di pubblico dominio. Per ciascuna: l'opera, chi l'ha tradotta, l'anno e la porzione che possediamo.
- I ChingCina — classici confuciani
The Yî King (Sacred Books of the East, vol. XVI)
- Tao Te ChingCina — taoismo
The Tâo Teh King (Sacred Books of the East, vol. XXXIX)
- BibbiaCristianesimo · Ebraismo
The Holy Bible — King James Version
- Bhagavad GitaInduismo
The Song Celestial; or, Bhagavad-Gîtâ (dal Mahābhārata)
- GilgameshMesopotamia — epica assiro-babilonese
The Epic of Gilgamish (dalle tavolette cuneiformi del British Museum)
- ApocrifiCristianesimo — Nuovo Testamento apocrifo
The Apocryphal New Testament (vangeli, atti, epistole e apocalissi apocrifi)
- GnosiGnosticismo
Pistis Sophia (A Gnostic Miscellany)
- ZoharEbraismo — Qabbalah
The Sepher ha-Zohar, or The Book of Light
- CoranoIslam
Testo arabo (Uthmani) verbatim, affiancato da The Meaning of the Glorious Koran
Come citiamo
Le citazioni del corpus sono riportate alla lettera, dall'edizione di pubblico dominio indicata. Non correggiamo, non parafrasiamo, non abbreviamo il testo della fonte.
Accanto all'originale mostriamo una resa in italiano marcata «traduzione curata con AI»: tradurre un frammento reale già recuperato è il servizio che offriamo, e l'originale resta sempre visibile e verificabile. Per il Corano la fonte è il testo arabo, affiancato dalla resa Pickthall.
Citiamo soltanto entro la porzione che possediamo: dello Zohar, per esempio, solo da Genesi 1 a 12:24. Quando in un testo non c'è nulla di pertinente, preferiamo non citare piuttosto che forzare un accostamento.
Gli angeli del momento
Le attribuzioni angeliche seguono un sistema armonizzato dichiarato: i 72 nomi (da Esodo 14,19–21), le virtù e i tempi (gradi zodiacali, periodi, ore) secondo Lenain (“La Science Cabalistique”, 1823), in lettura consolatoria — di ogni angelo è presentato il solo lato luminoso (Lenain dà anche il lato severo: i mali, i nemici e i vizi contro cui l’angelo protegge, qui omessi); le corrispondenze di struttura (coro ↔ sefirah ↔ arcangelo) secondo la tradizione cabalistica armonizzata (Kircher · Golden Dawn · Papus). È una tradizione esoterica, non testo scritturale.
Di ogni angelo presentiamo il solo lato luminoso: la tradizione di Lenain include anche un lato severo (i mali e i vizi contro cui l'angelo proteggerebbe), che qui scegliamo di omettere. È una lettura consolatoria, dichiarata come tale, non una dottrina.
- Coro
- Una delle nove categorie in cui questa tradizione, sulla scia di Dionigi l'Areopagita, ordina gli angeli (Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli, Angeli). Ogni coro è ricondotto a una sefirah e a un arcangelo che lo governa.
- Sefirah
- Una delle dieci emanazioni attraverso cui, nella Qabbalah, l'infinito si manifesta nel creato: i "rami" dell'Albero della Vita (per es. Chokmah, la Sapienza; Binah, l'Intelligenza). La tradizione collega ciascun coro angelico a una sefirah.
- Arcangelo
- L'angelo maggiore posto a reggenza di un coro. In questo sistema ognuno dei reggenti (per es. Raziel, Tzaphkiel, Michael) governa un gruppo dei 72 angeli.
- Segno e gradi
- La posizione zodiacale assegnata all'angelo. I 72 angeli coprono l'intero cerchio dello zodiaco a intervalli di 5° (360° ÷ 72): ogni angelo governa un arco di cinque gradi entro un segno.
- Periodo
- L'intervallo di giorni dell'anno corrispondente a quell'arco zodiacale: la finestra di calendario in cui, secondo la tradizione, l'influsso dell'angelo è dominante.
- Ore
- La banda di venti minuti del giorno attribuita all'angelo. Le 24 ore divise tra i 72 angeli danno bande di 20 minuti (1440 ÷ 72), ciascuna sotto un angelo diverso.
La cornice a mandorla (vesica piscis) attorno al nome ebraico dell'angelo è un ornamento tipografico nostro, scelto per raccoglierne il nome: non è un sigillo storico né una figura tratta da una fonte cabalistica.